UNO SPORT CHIAMATO " BASKIN "



Dodici giocatori in campo, quattro aree da difendere e attaccare, sei canestri, una marea di regole, ragazzi con qualsiasi disabilità, dalla meno grave alla più grave,ragazzi normodotati, chi più chi meno e tantissime altre diversità, ma sopratutto tanto e dico TANTO DIVERTIMENTO


Ecco questo è il BASKIN.


E’ nato nel 2003 dall’intuizione di due papà. Antonio Bodini e Fausto Capellini che insieme hanno pensato bene di unire il Basket con l’Inclusione. Dal 2003 ad oggi questo sport ha visto una crescita esponenziale e non solo a livello nazionale con tantissime squadre attive in tornei e campionati ma anche a livello internazionalecon ad esempio in Francia, in Spagna e in Grecia.


Anche se le sue radici arrivano dal basket tradizionale ci sono un sacco di regole differenti per far fronte a tutte le difficoltà dei giocatori e per questo vengono continuamente aggiornate. Il campo da gioco è un campo da basket regolamentare con i due canestri e le due aree classiche ma in più ci sono altri due canestri con le relative aree in prossimità della metà campo. Queste aree più piccoline sono fatte appositamente per i ragazzi con poca capacità di movimento in campo. La partita è suddivisa in quattro tempi da otto minuti ciascuno e i giocatori che scendono in campo sono sei. Cinque che segnano nei canestri regolamentari e uno che segna solo ed esclusivamente nel canestro posizionato a metà campo.


I giocatori sono numerati dall’uno al cinque in base alle loro potenzialità. TUTTI SONO ESSENZIALI PER L’ESITO FINALE DELLA PARTITA.

TUTTI NESSUNE ESCLUSO.


Ora non mi dilungo troppo con le regole del Baskin perchè ci sono libri interi che ne parlano. Posso solo dirvi che se siete curiosi potete venire a vederci giocare. Si non ne sto parlando per sentito dire. Io e Leo partecipiamo a questo meraviglioso sport. Ripeto SPORT ! Perchè di questo si tratta. Non è assistenzialismo, non è una terapia ma è SPORT.

Dove agonismo, fatica, sacrifici e tantissimo divertimento sono le uniche cose che contano.


Lo ammetto.

Dopo aver giocato per tanti anni a basket, quando mi hanno parlato del baskin ero un pò scettico. Ma dopo un allenamento, un solo allenamento è stato amore a prima vista.

Tutti fanno tutto !


Partendo dall’allenatore che deve essere in grado di adattare ogni allenamento ad ogni singolo giocatore. I giocatori stessi invece si aiutano a vicenda creando delle relazioni affettive che spesso vanno ben oltre il campo da gioco E’ incredibile vedere le relazioni che si possono instaurare tra persone normodotate e persone con disabilità, l’una beneficia dell’altra ogni allenamento sempre di più. Ci sono un sacco di interviste fatte ai giocatori dove testimoniano appunto che i ragazzi con disabilità all’interno della squadra vengono trattati come PERSONE e non come persone con delle mancanze e dove i ragazzi normodotati imparano a togliersi tutte quelle paure che avevano nel relazionarsi ad un mondo a loro spesso sconosciuto.


Da Ex giocatore di basket ve lo posso assicurare, l’agonismo c’è e si sente. Vincere non è cosi semplice come molti di voi saranno portati ad immaginare .

E’ DIFFICILISSIMO.


Beh che dire io e leo lo facciamo da ormai due anni e credo che continueremo a farlo anche perchè ci divertiamo davvero tanto.

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